sabato 9 maggio 2009

Complotti Industriali, Asini Volanti E Altre Storie.

Siamo nell'era di Internet, oggi si fa tutto via rete e non mi stupirei se un giorno la triste realtà descritta ormai qualche anno fa in 2030 degli Articolo 31 divenisse reale. Compriamo, vendiamo, guardiamo film, parliamo con gente lontana, ci è possibile informarci liberamente riguardo qualsiasi cosa... Tutto grazie alla rete. C'è chi ne ha fatto un vero businness, chi invece una malattia non riuscendo a staccarsene trovandosi costretto a girare col portatile nello zaino, con l'iPhone al cesso, col cellulare tuttofare in mezzo alla strada beccandosi i lampioni in fronte... Ma queste sono altre storie.

Il mercato della musica è stato influenzato enormemente dalla diffusione capillare di Internet. Ormai moltissimi artisti e persone in generale hanno un MySpace o Facebook, Msn e compagnia bella... E se da un lato la diffusione di questi mezzi ha portato sicuramente molti sconosciuti a far conoscere i loro prodotti, è anche vero che ormai la soluzione è satura. Questa nuova tendenza ha comportato vari problemi, primo tra tutti quello della musica fast food... Tutti scaricano, nessuno vende, pochi fanno dischi, ancora meno riescono ad approdare al grande pubblico con dei numeri tanto consistenti da non farsi stuprare dalle grosse etichette diventando dei simpatici pupazzetti vestiti come dei cartoni animati e con testi più che ridicoli.

Sto condannando il download? Per niente. La possibilità di poter valutare qualitativamente un disco senza spendere quei 15€ circa è una grandissima cosa e ad accorgersene non sono solo i vari utenti ma anche gli stessi artisti che spesso e volentieri fanno finire casualmente in rete i loro pezzi prima dell'uscita del disco. Parliamoci chiaro, siamo in Italia. A vendere sul serio non è né Kaos, né Danno, né Raige et similia. L'espressione "Milioni di copie vendute" è qualcosa che appartiene ormai da sempre a gente come Vasco Rossi, la Pausini e robe simili... Quindi alla storia che il disco di Marracash sia stato messo in giro per fare uno sfregio o qualcosa del genere non ci credo e cercherò di spiegarvi il perché sottolineando come questa mossa sia stata di fatto geniale (e per certi versi anche un... Chiamiamolo "bel gesto").

Negli States è ormai sempre così e non è per nulla difficile riuscire a mettere le mani su un disco qualche settimana prima dell'uscita ufficiale. Qualcuno magari vedrà solo i contro di questa mossa e apparentemente si potrebbe avere un minor numero di copie vendute, ma di fatto le cose vanno un po' diversamente. In questi casi, quando si ritiene il proprio disco possa essere rivolto ad un target piuttosto vario di ascoltatori, far finire il disco in rete vuol dire ritrovarsi alla data d'uscita del disco con un pubblico che conosce già a memoria tutti i tuoi pezzi... Mica male no? Aggiungiamo la componente major ed il gioco è fatto: pubblicità a quintali, apparizioni televisive continue, video in alta rotazione e nel caso di un disco quantomeno sufficente non sarà difficile riuscire a scavarsi un posticino nelle classifiche. Semplici politiche interne. Marketing. Tu puoi vantarti di essere tanto seguito da esserti fatto leakare l'album per primo nella tua nazione e la gente sarà contenta perché avrà ridotto di qualche tempo l'attesa. Se hai un fanbase di un certo tipo può essere davvero una bella/buona cosa.

Ecco quello che potremmo chiamare "Download illegale controllato". Purtroppo non tutti riescono a far girare certi numeri o hanno a disposizione una major, quindi purtroppo spesso la storia è diversa. Il caro vecchio asinello, i Torrent, i blog... Esistono miliardi di modi diversi per procurarsi un disco. Hai scaricato il nuovo disco di Eminem? Sticazzi. A gente che vende milioni e milioni di copie cambia veramente poco, anzi... Il download spesso contribuisce alla diffusione del disco e quindi tanto di guadagnato. Ma prendiamo gli indipendenti. Quelli che studiano, lavorano, producono dischi e (se hanno un minimo di culo e bravura) fanno pure i live... Gente che quando va di megalusso riesce a vendere qualcosa tipo 5000 copie (supersuccessone con tanto di bottiglia di Crystal per festeggiare). Magari il disco ti piace, magari te lo ascolti dalla mattina alla sera e magari... Lo scarichi? Ecco come uccidere un artista mettendolo in posizione tale da non avere, economicamente e moralmente parlando, le forze per un nuovo disco.

1 commenti:

  1. concordo in pieno su tutto! quando poi uno che riesce a vendere 5mila copie da indipendente(come hai detto tu),ad ogni disco che fà uscire,non si fà di certo la vita del pascià ma riesce a viverci con un disco ogni 2-3anni da 5mila copie vendute!
    il problema è che qui le copie vendute è quasi un successo se superano le mille!se superi le mille copie è già un successo nel tuo genere! con5mila o sei una leggenda del tuo genere(kaos,colle)oppure hai un pubblico vario che se ne fotte del genere(fibra,dogo,con tutti i "compromessi" e degeneri che spesso portano)!
    per il resto di un disco si vendon poche centinaia di copie.
    poi se ci si lamenta siamo "venduti",pensiamo ai soldi ecc ecc e bisogna pensare alla stima,al rispetto. vediamo però se al posto dei 1000e al mese per il lavoro che fanno gli danno le pacche sulle spalle,gli abbracci e dicono: grande!
    se ne son convinti ancora o si senton presi per il culo,vediamo!(eeeeeh,però è diverso,dicono!e si,col culo degli altri è sempre diverso!).

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